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Mai come oggi, l'economia modenese sta vivendo un momento unico nella sua storia.
La crisi ha messo in seria difficoltà il tessuto produttivo locale, basato per lo più sulla piccola e media impresa, cuore economico non solo della nostra città, ma anche di tutto il nord Italia. Dall'inizio del 2009, le aziende modenesi hanno dimezzato il fatturato: nei casi peggiori, si sono registrati cali del 70%. Le amministrazioni locali di Centro-Sinistra si sono dimostrate sorde al grido di dolore lanciato dal motore trainante del nostro territorio, mancando in politiche concrete per l'aiuto alle imprese in difficoltà e, soprattutto, nella tutela dei lavoratori, i primi ad essere danneggiati dalla crisi e dalla carenza di misure efficaci in materia di cassa integrazione. Inoltre, se a questo quadro preoccupante aggiungiamo anche la concorrenza sleale proveniente dall'est (Cina in primis) dove l'industria non rispetta l'ambiente e sfrutta manodopera a basso costo, causa l'assenza di adeguate protezioni sindacali e ambientali, il risultato non pu; che essere negativo per chi, invece, lavora (e fa lavorare) qui sul territorio nel totale rispetto delle leggi e delle normative vigenti. L'Unione Europea si è dimostrata lassista nella gestione dei rapporti commerciali con quei paesi in via di sviluppo che sono stati spesso spacciatori di prodotti o nocivi per la salute (alimenti contenenti sostanze tossiche) o palesemente contraffatti, quindi dannosi per chi punta sempre alla qualità: chiedere l'adozione di misure protezionistiche nei confronti di questi paesi e, soprattutto, il rispetto delle regole, non è nè sintomo di razzismo nè di "cattivismo". Semplicemente, si vuole difendere il proprio prodotto, il produttore e il consumatore. Queste ultime due figure, inoltre otterrebbero ulteriori benefici da una filiera corta: l'invasiva presenza di troppi intermediari sminuisce il lavoro del produttore e costringe il consumatore a sobbarcarsi spese eccessive; un incontro diretto tra domanda e offerta permetterebbe prezzi più equi capaci di soddisfare le esigenze di tutti. Nuove risorse da investire nel supporto all'impresa provengono dall'attuazione del federalismo fiscale recentemente approvato dal Governo. Questo importante provvedimento, introduce un sistema che premia le amministrazioni che assicurano un'alta qualità dei servizi e un fisco inferiore alla media degli altri enti del proprio livello di governo a parità di servizi offerti. Viceversa, nei confronti delle amministrazioni meno virtuose è previsto un sistema di sanzioni che consiste nel divieto di fare assunzioni e di procedere a spese per attività discrezionali. Il federalismo fiscale ha da offrire solamente dei benefici per Modena, che per decenni si è vista sottrarre indebitamente risorse che potevano essere reinvestite sul territorio creando ricchezza e benessere. Il Ministro alla Semplificazione Roberto Calderoli, inoltre, sta agendo sul taglio delle leggi e degli enti inutili, un pesante fardello, in alcuni casi di origine sabauda, e che rallenta ed appesantisce la burocrazia, oltre ad aumentare i costi sulle spalle dei cittadini contribuenti. |
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