NEWS - Provinciali

01/02/2010    indietro

Perdersi... In un bicchiere d’acqua

Ci risiamo. E ci risiamo nuovamente. Non c’è nulla di più increscioso per un’Amministrazione di non saper dialogare con i cittadini e di perseverare in un atteggiamento che denota solamente la totalmente estraneità di quella politica del dialogo tra Ente e cittadinanza che invece dovrebbe caratterizzare l’azione amministrativa.
Errare è umano, perseverare diabolico dicevano i latini. È evidente come questa amministrazione propende per il perseverare.
Dimostrazione ne è, ancora una volta, il nascere e proliferare di comitati spontanei che pongono sul tavolo la necessità di giungere ad una risoluzione di problemi particolarmente sensibili per la cittadinanza. Lo è stato per la riqualificazione del centro, per le onde elettromagnetiche e per l’utilizzo dell’acqua del rubinetto nelle mense scolastiche. Tutto questo l’abbiamo visto e vissuto nella passata legislatura e per molte di queste problematiche non si è giunti ad una chiarificazione definitiva.
La riprova è data dal fatto che, a poco più di sei mesi dall’insediamento di questa nuova (??) amministrazione, il problema “acqua nelle scuole” si ripresenta con tutta la sua forza e le sue criticità. Riassunto delle puntate precedenti: nel settembre 2008 l’amministrazione ( che è la stessa che ci governa adesso) introduce anche peri nidi d’infanzia la somministrazione di acqua del rubinetto. Molti genitori, contrariati non solo dalla scelta ma anche dalla mancata preventiva comunicazione dell’adozione di tale provvedimento, iniziamo una raccolta di firme volta a sospendere tale scelta amministrativa; ne seguono incontri, dibattiti a livello di frazioni, mozioni presentate in consiglio comunale dalla minoranza…ma il tutto si risolve con un nulla di fatto in quanto l’amministrazione si trincera dietro la propria scelta.  E che acqua del rubinetto sia!!!
Ora però il vedere che, pressochè ad inizio di anno scolastico, il medesimo argomento scatena nuovamente un fuoco di fila, dovrebbe portarci tutti ( e in primis chi ha responsabilità di governo locale) a riflettere sulla necessità di continuare a perseverare su di un atteggiamento di totale chiusura nei confronti della richiesta, che invece noi riteniamo legittima, di tutti quei genitori che non vogliono far somministrare ai loro figli l’acqua del rubinetto, chiedendo contestualmente di poter somministrare acqua in bottiglia ai bambini in tenerissima età.
Nessuno vuole dubitare che l’acqua di rete non sia potabile; ma accertata la potabilità della stessa, ciò è sufficiente per un’amministrazione che si definisce “democratica” -già a partire dalla  stessa connotazione partitica- imporla come obbligo alimentare??
E che male c’è se i genitori protestano e richiedono un certo grado di sicurezza e tutela sanitaria per i propri figli? Dove sta l’errore di quelle famiglie che non vogliono vedersi sostituire nell’esercizio della potestà genitoriale da un Ente pubblico? In un dialogo civile e democratico tra genitori e amministrazione fin dove si può spingere l’imposizione amministrativa???
Attendiamo risposte chiare e chiarificatrici, in primo luogo per la tutela e la salute dei bambini.

Gruppo Consiliare
Lega Nord Padania